La metodologia vincente: growth hacking marketing

web marketing Growth Hacking

/ Growth Hacking Marketing vs. Digital Marketing tradizionale.

Il Growth Hacking è un approccio al digital marketing che trova le sue origini in terra americana, grazie all’intuizione di Sean Ellis, vero padre fondatore di questo metodo, ed è ormai applicato da tutte le startup della Silicon Valley. Le differenze tra un Growth Hacker e un normale digital marketer sono poche, ma sostanziali. Il metodo con cui il Growth Hacker affronta e sviluppa una campagna marketing è infatti molto diverso, guidato da un mindset che lo porta a disegnare una strategia per poi monitorarne tutte le fasi con un approccio “scientifico” e modulare, adattabile a realtà imprenditoriali di ogni tipo: dalle startup alle microimprese, passando per le PMI fino a realtà aziendali strutturate e complesse.

/ Chi è e cosa fa un Growth Hacker?

È una figura professionale, nuova e molto richiesta nel mercato lavorativo italiano, capace di mettere in campo un approccio creativo e concreto allo stesso tempo: offre pertanto soluzioni basate sull’analisi dei dati in modo da non perdere mai di vista il vero obiettivo – far crescere velocemente il business – con un approccio scientifico ed un budget limitato. Non usa trucchi o formule magiche, ma sperimenta più ipotesi – creative e data driven – fino a trovare quelle più valide ed efficaci, analizzando minuziosamente i dati che gli arrivano per poi concentrarsi sull’ottimizzazione delle stesse.

Strategie spesso non convenzionali, che miscelano l’online advertising, i social network, i canali digitali nella loro totalità con attività off-line, studiate e cucite su misura per il business che deve far crescere.

Un altro aspetto interessante del Growth Hacking Marketing risiede nella costante attenzione per lo sviluppo del prodotto/servizio: non si limita infatti a cercare di vendere, ma raccoglie feedback attraverso sondaggi e analisi qualitativo/quantitative per capire i punti di forza e le debolezze di un prodotto/servizio, con l’intenzione di sfruttarli per implementare il prodotto/servizio e renderlo più “appetibile” sul mercato.

I parametri di riferimento per lui non sono tutti quelli convenzionali, ma solo quei dati che impattano realmente sulla crescita del business, tralasciando quelle attività che non generano crescita, come la caccia al like su Facebook (se non è necessario generare awareness).

idea growth Hacking

/ Il Funnel dei pirati

N

Nel Growth hacking marketing è fondamentale il funnel A.A.R.R.R.(Acquisition, Activation, Retention, Revenue, Referral) , che include i vari step da affrontare per costruire una strategia di successo. Il framework utilizzato sintetizza al meglio la metodologia applicata dai Growth Hackers. Il bisogno di crescere velocemente viene quindi intercettato dal Growth Hacker, che in prima istanza si preoccupa di sviluppare una strategia di crescita, suddivisa in cinque fasi interdipendenti. Ogni step viene affrontato con tecniche “ad hoc”, per massimizzare i risultati delle campagne attivate e, di conseguenza, i margini di profitto.

La struttura del funnel è quindi costruita in questo modo, con passaggi sequenziali da mettere in campo per arrivare ad una vera e propria growth machine: un sistema di ipotesi validate dalla sperimentazione in grado di garantire crescita, anche se ripetuto più volte. In definitiva il Growth Hacker, una volta individuati i canali sui quali la promozione di un prodotto/servizio funziona meglio, li utilizza fino ad arrivare quasi alla saturazione degli stessi, per poi cambiare velocemente strategia una volta che le performance di uno specifico canale iniziano a calare, sia perché la traction di quel canale ha esaurito il suo potenziale sia quando un canale(ad esempio Twitter) “perde di efficacia” per cause intrinseche(calo utenti attivi, calo nell’utilizzo di quel canale da parte del target di riferimento, virando subito su altre strategie.

Ciclicamente elabora un processo iterativo basato su test, data analisys e progressiva ottimizzazione dei risultati: una modalità responsive che permette di calibrare al meglio le azioni da intraprendere, con obiettivi realistici che portano ad una maggior efficacia nell’ideazione di un processo di crescita e sviluppo del business di riferimento. Si avvale inoltre di tecniche che, almeno potenzialmente, mirano ad incentivare il passaparola e la condivisione on e off line, con l’obiettivo principale di creare viralità rispetto ai contenuti proposti.

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/ acquisition

Il primo step del percorso di Growth Hacking Marketing, qualora non sia necessario generare notorietà per il brand, mira all’acquisizione di traffico di qualità sui canali più adatti al target dell’impresa, validati con micro-esperimenti ripetuti.

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Il secondo step, fase nella quale l’obiettivo è “attivare” il traffico generato, ovvero convincere il target a scegliere il prodotto/servizio offerto e non quello dei competitors.

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/ retention

Terzo step del funnel che si ripropone come obiettivo di far continuare ad utilizzare il prodotto/servizio offerto ripetutamente dopo la prima acquisizione.

/ referral

Quarto step del funnel si può facilmente ricondurre al classico passaparola. Spesso trascurato, in realtà è un passaggio fondamentale per la massimizzazione del ROI. Si tratta infatti di potenziali acquisizioni a costo 0, con la possibilità che i clienti creino, incentivati da una strategia predisposta appositamente, viralità per il prodotto/servizio offerto. Talvolta il Growth Hacker, seguendo il modello di business a cui applicare il funnel, può far sì che questa fase preceda la Revenue.

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/ revenue

Step che solitamente, interessa di più all’imprenditore, anche perché ha già gli strumenti utili per valutarlo. Si tratta infatti della fase di monetizzazione, nella quale entra in gioco il ROI. L’obiettivo del Growth Hacker in questa fase è massimizzarlo, riducendo progressivamente i costi per generare ricavi.

/ Advisors

Un gruppo d’elite di professionisti del digitale che, dopo aver seguito il più completo master in italia di Growth Hacking Marketing organizzato da una scuola d’innovazione prestigiosa e all’avanguardia (la TAG innovation School di Milano) è pronto a immettere nel mercato del lavoro le competenze acquisite. Per la quarta edizione del master Talent Garden ha deciso di affidare a questo gruppo di “studenti” un progetto reale, con un approccio “learn and do” per preparare 17 figure professionali all’avanguardia, ognuno con skills verticali diversi, ma tutti in grado di comprendere e applicare le varie fasi del processo del Growth Hacking Marketing.

  • Silvia D’Archivio

    Confuto ipotesi, analizzo problemi, per poi validare e ottimizzare modelli di business  che garantiscano una crescita sostenibile nel tempo con un’approccio user-driven.

  • Giuseppe Maffei

    Creo, accelero e consolido la crescita internazionale di PMI e Startup utilizzando nell’ export management i più avanzati strumenti di Growth Hacking e Change Management.

  • Carlo Conti

    Unisco la creatività a efficaci strategie di digital marketing. Creo contenuti testuali e visivi per raccontare l’azienda dall’esterno. L’occhio fotografico mi aiuta a focalizzare i punti fondamentali da comunicare.

  • Federico Bandirali

    Comunicatore, giornalista per quotidiani, testate on-line e web TV, dal 2015 sono entrato in una realtà aziendale occupandomi di storytelling, PR, comunicazione digitale e content editor. Competenze trasversali allineate grazie al Master in Growth Hacking.

  • Elisa Candusso

    Nasco nel mondo della comunicazione, passo al marketing e finisco al trade, con un focus sul digital. Obiettivi? Sfruttare il Growth Hacking per sviluppare business e diventare digital nomad.

  • Tommaso Piazzi

    Sono un professionista della comunicazione digitale con una solida esperienza nei social media. Ho lavorato 3 anni nelle vendite di una multimedia company e 5 anni come social media manager in un’agenzia creativa. Ora mi sto specializzando nell’ambito del social customer care.

  • Paolo Di Lorenzo

    Sono un entusiasta digitale: amo scrivere e coniugo questa passione con la mia carriera realizzando progetti editoriali per il Web. Lavoro nel settore del marketing online: mi piace sfidare me stesso e ricorrere alla creatività per trovare la soluzione migliore.

  • Giannando Leone

    Lean lover, Data approach addicted, Thinking Manager. Creo innovazione reale e crescita sostenibile in maniera scientifica.

  • Lorenzo Bisconti

    Sfrutto le risorse Digitali per far crescere il volume d’ affari di PMI e startup. Elaboro strategie non tradizionali che massimizzano il rapporto tra ricavi e costi.

  • Riccardo D’Igilio

    SEO, SEM e Lead Generation sono il mio pane quotidiano, creo contatti in target per i peggiori business di Caracas 🙂 Il mio goal: sviluppare una rete di lead in maniera del tutto organica.

  • Alberto Mina

    Think faster, more focused and consistently. Hacking is not a process but a state of mind.

  • Micol Bellettati

    Crescere è la meta. “Do I contradict myself? Very well, then, I contradict myself; (I am large — I contain multitudes).” Walt Whitman.

  • Alessio Garbin

    Da quando, all’età di 15 anni, ho creato il mio primo sito in HTML, il digitale è sempre stato il mio luogo di lavoro e la mia casa. Oggi mi occupo in particolare di strategia, advertising e content marketing, seguendo la produzione e la distribuzione di video, dalla TV al web.

  • Luca Vasirani

    Il mio primo computer a 17 anni e li nasce la passione per il mondo digitale. Dischetti copiati, programmi scritti a mano con le riviste di settore, un mondo da scoprire. Oggi per me il digitale fa parte della mia vita.

  • Matteo Salvi

    Fra la tecnica e la creatività, credo che il web debba essere uno strumento di business, reale e misurabile. Sempre. Da poco ho aperto la mia società specializzata in comunicazione digitale e sviluppo front-end.

  • Giorgio Barbaglia

    Sono co-fondatore di PMI e startup hitech, utilizzo le tecniche di Growth Hacking Marketing e Lean Startup per creare nuovi business.

  • Flavia Piantino Gazzano

    Entusiasta digitale e growth hacker, con una passione per le nuove tecnologie. Uso la comunicazione strategica come parte integrante della mia vita e ho un approccio creativo al problem solving. Il mio obiettivo? Creare strategie di crescita di business efficaci ed efficienti.

/ In conclusione: parlano i numeri

Spiegato in cosa consiste il Growth Hacking Marketing, non resta che parlare dei benefici che un Growth Hacker può portare in ogni realtà imprenditoriale. Ad oggi i professionisti operanti in questo settore sono stati in grado di generare da 10X a più di 50X rispetto ai capitali investiti nella loro attività.

Per esempio la spesa in marketing delle PMI europee e americane, che si aggira attorno ai 75.000 dollari. Un budget che, nelle mani dei growth hacker, porta un ritorno potenziale di circa 1 milione di euro.

È facile quindi capire come un Growth Hacker sia potenzialmente un enorme valore aggiunto per le imprese, e come il master organizzato da Talent Garden immetta nel mercato del lavoro 17 professionisti altamente qualificati che, ragionando in termini di capitale umano, possono valere circa 17 milioni di euro( 1 milione cadauno)..

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